OSTUNI - Villa comunale Sandro Pertini

Piazza Umberto I

La Villa insiste in zona urbana, compresa tra il quartiere settecentesco detto Il Barco e la zona di espansione degli anni ’50. Le vie principali a contorno sono: via Martiri di Kindu, corso Maggiore Ayroldi, corso Umberto I ed il parco della Rimembranza, con la Chiesa delle Grazie. Esteso per 5 ettari, il terreno è di forma trapezoidale, piano, con una lieve pendenza naturale sulla direttrice Sud-Nord, da largo Calvario verso piazza Erriquez. Di proprietà del Comune di Ostuni, il manufatto è protetto da vincolo ope legis, in quanto bene di interesse storico con più di 50 anni, di autore non vivente e di proprietà di ente pubblico. Completamente recintata, la Villa è accessibile negli orari di apertura al pubblico.

 

La genesi della Villa è lunga e interessante. Nel primo decennio del Novecento, si decise di trasferirla in largo la Foggia dalla originaria collocazione ai piedi della colonna di S. Oronzo, poco lontano; il termine foggia o sponza indicava una depressione naturale, adattata ad invaso scoperto per la raccolta delle acque piovane da conservare per i periodi di siccità. Già menzionata nei documenti nel 1541, la foggia andò in disuso; nell'acqua stagnante venivano scaricati rifiuti, flora acquatica e zanzare prosperavano. L’area era però urbanisticamente interessante: su due lati era limitata dal quartiere popolare del Barco, su un altro lato trovavano posto i palazzi signorili e dall'ultimo lato dalla Chiesa delle Grazie; inoltre, erano già presenti grossi alberi, sotto la cui ombra lavoravano i curdelar (funai).

 

Nel 1914 erano già state realizzate – come si evince da una delibera consigliare del 25 ottobre – alcune opere di colmamento, aiuole, recinto in muratura e, per preservare la piantagione dei primi alberi, recinzione e tre cancelli in ferro a chiusura degli ingressi. Tuttavia, l’inaugurazione ufficiale prevista per l’11 novembre 1916 saltò, e la giornata vide soltanto la premiazione dei combattenti.

Il 10 gennaio 1917 il sindaco Oronzo Quaranta inaugurò piazza Umberto I, nuova denominazione del largo la Foggia; la fossa però era ancora aperta. Nel 1926, un’ordinanza dispose che le macerie di demolizione venissero qui convogliate fino a realizzare il colmamento, completato nel 1930. I vetturali o carrettieri ostunesi furono obbligati trasportare macerie gratuitamente per una o due giornate di lavoro, ottenendo in cambio l’esonero della tassa di vettura non versata negli ultimi tre anni.

 

Il 6 novembre 1927, nell'area adiacente alla Villa che circonda la chiesa di Santa Maria delle Grazie fu inaugurato il Parco della Rimembranza, per ricordare con i suoi trecento pini altrettanti caduti della Guerra mondiale 1915-18. Quasi per contrappasso, per la realizzazione del Parco prestarono la manodopera dei prigionieri di guerra austriaci (che lavorarono a Ostuni a molte opere pubbliche); gli artigiani locali lavorarono ai vialetti e alla bella ringhiera in stile coloniale. 

 

La Villa fu inaugurata definitivamente il 28 ottobre 1930 dal podestà Giuseppe Ciraci; dal 2 giugno 2009 è intitolata a Sandro Pertini.

 

L’impianto planimetrico originario del giardino è stato condizionato dalla presenza della Foggia, colmata solo nel 1930; si sono quindi realizzati per primi i percorsi perimetrali e gli assi radiali, disposti ad Y e provenienti dai tre ingressi su via G. Bruno, piazza Erriquez e largo Calvario. In seguito, man mano che si colmava la voragine centrale, si sono realizzati altri tre viali radiali che – partendo da uno slargo centrale – si estendevano fino ad un anello ovale intermedio e anche oltre, con 5 percorsi minori che dall'anello ovale finivano nel percorso perimetrale. I percorsi anulare e radiali erano asfaltati, mentre quelli perimetrali erano pavimentati a ghiaia. I sedili in marmo originari furono sostituiti nel 1932 da panchine in ferro e legno.

Il progetto di recupero e riqualificazione della Villa comunale del 2000, dell’architetto Guglielmo Cozzolino e dell’agronomo Piero Chiarelli, ha ridisegnato l’area centrale in forma ellittica regolare, eliminato i vialetti secondari, rettificato i tre assi principali e creato nuovi percorsi e aree di sosta con basole sul prato. Tutti i viali sono stati asfaltati e geometrizzati con cordoli o bordature policrome in pietra.

 

Elemento architettonico di spicco, il giardino originale ospitava una serra, eliminata dalla ristrutturazione del 2000 e sostituita da un’area gioco per i bambini.

Alle spalle della serra, nel 1925 fu eretto un busto marmoreo dedicato all'eroico tenente dei bersaglieri Antonio Antelmi, caduto in guerra.

Chiudendo uno dei percorsi secondari è stata creata nel 2000 una fontana-palco antistante lo slargo centrale, per ricordare l’antica foggia e consentire di utilizzare la piazza centrale come spazio per spettacoli.

In prossimità dell’ingresso su via Martiri di Kindu è situato un bar–caffetteria; la struttura originaria, estesa per 25 mq, fu ristrutturata dopo il 1939 perché in stato di degrado.

 

Oggi appare uno stridente contrasto tra la modernità della nuova pavimentazione in asfalto con bordi decorati, il prato, la fontana-palco, i giochi per bambini e gli alberi ormai secolari, il muro di cinta e il contesto dei palazzi storici. La modesta dotazione di fondi, si legge nell'opuscolo commemorativo La villa Comunale di Ostuni – ieri e oggi,  non ha permesso ulteriori ‘riqualificazioni’ di questo giardino storico.

 

Le specie vegetali presenti nel giardino sono numerose e in alcuni casi piuttosto particolari; nel 1998, esperti dell’Orto Botanico di Bari hanno censito 198 piante e 51 specie. Il perimetro è sottolineato da una siepe di Thuja orientalis, con cui sono disegnate anche alcune siepi all'interno. Il viale principale è fiancheggiato sui due lati da 15 esemplari di Washingtonia Robusta, mentre intorno allo slargo centrale si trovano alcuni esemplari di Washingtonia filifera e di Phoenix canariensis Chabaud. Delle centinaia di esemplari di pino piantati dal 1916 al 1932, alcuni esemplari maestosi esistono tuttora lungo il perimetro. Tra le specie singolari va annoverata la Phytolacca dioica L. (o albero della lacca) che nonostante la sua origine tropicale qui ha sviluppato un monumentale tronco e una notevole chioma. Altra rarità per le nostre latitudini, un esemplare poco cresciuto di Sequoia sempervirens di origine californiana, l’Araucaria nativa di Cile e Argentina, i Cocculus, le Chorisie, dracene tropicali e palme del Cile. Ancora, cespugli di oleandro e Ligustrum japonica sparsi nelle aiuole ed esemplari maestosi di Cedrus altantica.

Durante i lavori di riqualificazione del 2000 molti esemplari di pini, eucalipti e cipressi sono stati abbattuti perché cresciuti disordinatamente o hanno richiesto una drastica potatura di riforma per creare un’armonia visiva.

 

La Villa è interamente delimitata da un basso parapetto in pietra sormontato da una recinzione in ferro, risalente al 1985; la recinzione originaria fu rimossa nel corso della campagna “ferro alla patria” promossa negli anni '30 dal regime fascista per sostenere l’industria bellica e per più di quarant'anni non fu ripristinata.

 

Il giardino si presenta in buono stato di conservazione.

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curatore: arch. Giacinto Giglio
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latitudine 40°43'43.5"N, longitudine 17°34'46.0"E

orari di apertura: tutti i giorni, ore 8,00-22,00

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