FOGGIA - Villa comunale Parco Karol Wojtyla

Piazza Cavour

Il Parco urbano Karol Wojtyla è situato nel centro cittadino, in prossimità della stazione ferroviaria e delle arterie principali della città. È costeggiato sull’intero lato Nord da via Lorenzo Scillitani e sul lato opposto da via Celestino Galliani; l’ingresso principale si apre su piazza Cavour. Di forma rettangolare, il giardino si estende in lunghezza per circa 1000 metri e in larghezza per oltre 50 metri; è interamente pianeggiante con eccezione della zona più ad Est, nota come Boschetto, alla quale si accede a mezzo di rampe che coprono 5-6 metri di dislivello. Interamente recintato, è accessibile negli orari di apertura al pubblico. È proprietà del Comune di Foggia e protetto da vincolo archeologico ai sensi della legge 1089/'39 (riferito all’area confinante dell’ex ippodromo, occupata da un villaggio trincerato neolitico).

 

Nel gennaio 1820, l’Intendente di Capitanata Nicola Intonti affida agli ingegneri Luigi Oberty e Camillo De Tommaso l’incarico di realizzare di un grande giardino pubblico, per offrire a tutti i foggiani un luogo di riposo e ricreazione. Il parco apre nel maggio dello stesso anno; alla rapida conclusione dei lavori contribuiscono i proprietari terrieri della città, che mettono a disposizione uomini e mezzi.

 

È un giardino già ampio, ma molto semplice; per arricchirlo, nel 1822 l’amministrazione comunale si affida al noto giardiniere napoletano Felice Giordano, che progetta – nella zona sopraelevata al termine della passeggiata – il Boschetto, ricco di alberi (in prevalenza gelsi), essenze di flora locale, viottoli, fontane, statue.

Nel 1824 Oberty e De Tommaso vengono incaricati di progettare la recinzione perimetrale e restaurare il parco, già segnato dall’incuria, rendendolo monumentale ed elegante. Nel 1827 i lavori sono conclusi e il risultato raggiunto: un maestoso pronao segna l’ingresso principale, una cancellata in ferro recinta l’intero giardino, gli eleganti percorsi interni sono articolati e suddivisi secondo un preciso disegno geometrico. In una nota, il giornalista Cesare Malpica scrive: «Avete una villa che può dirsi anche troppo vasta per voi».

 

Negli anni successivi proseguono gli interventi migliorativi: oltre la zona del Boschetto, la Reale società di Capitanata istituisce un orto botanico, che arriva a comprendere oltre 500 specie di piante; a coronamento della collinetta del Boschetto viene costruito un tempietto in stile ionico, ispirato a quello presente nella Real Villa di Napoli; si costruisce un’orchestra, un palco stabile per esibizioni orchestrali; ai piedi del Boschetto si crea un laghetto artificiale, arricchito da una piccola cascata; si dispongono panchine, statue e busti dedicati a personalità locali. Verso fine secolo si installano splendide fontane, tra le quali le fontane delle Palme, delle Rane e del Mercurio, alimentate da cisterne e pozzi artesiani.

 

La Seconda Guerra mondiale altera pesantemente l’assetto originale del giardino: il pronao risulta pesantemente colpito, molte fontane distrutte, la vegetazione diradata.

 

L’aspetto attuale della villa è il risultato della ricostruzione del 1950. Il pronao d’ingresso immette in un grande piazzale che attualmente – dopo un intervento di restyling del 2002 – presenta una fontana centrale circoscritta da aiuole mistilinee a prato con una palma; sui lati esterni, un’aiuola di forma allungata con palma centrale, affiancata lateralmente da piccoli parterre circolari adornati da un cipresso.

L’elegante slargo immette all’asse principale dei giardini, che si sviluppano in modo rettilineo; l’imponente asse primario, asfaltato e punteggiato da parterre arricchiti con palme e arbusti, si apre a metà percorso in uno slargo, al centro del quale è collocata l’orchestra in stile neoclassico, con balaustra in pietra. I sentieri laterali sono fiancheggiati costantemente da filari di alberi e prati. Ricco di ampie visuali prospettiche, il percorso termina in uno slargo che segna la fine della zona pianeggiante; a sottolineare il dislivello, nella collinetta del Boschetto si apre una caverna artificiale dalla quale sgorga una cascata. Si sale al Boschetto attraverso due accessi laterali; la zona è caratterizzata da sentieri sinuosi che si snodano all'interno di una vegetazione fitta e irregolare.

 

Da ricondurre alla ricostruzione post-bellica, nella villa sono presenti un parco giochi, una pista go-kart per bambini, un campetto da tennis, campi da bocce, sale espositive e circoli ricreativi. La Villa ospita inoltre, nel Boschetto, una locomotiva a vapore perfettamente restaurata, monumento alla figura del ferroviere.

 

Il monumentale pronao d’ingresso alla villa – fedele ricostruzione dell’originale – è un doppio colonnato composto da 14 colonne doriche, sovrastate da una sobria trabeazione e da un attico, che un tempo fungeva da terrazza belvedere. Chiudono lateralmente il colonnato due padiglioni simmetrici, concepiti in origine come abitazioni per il giardiniere e il custode ma subito riconvertiti a caffè e sala biliardo; le quattro nicchie vuote che si affacciano su piazza Cavour (in origine finestre) ospitavano in passato le statue dei sovrani borbonici attualmente collocate nel teatro Giordano. Per esigenze urbanistiche, nel 1950 il pronao è stato ricostruito arretrato di 15 metri rispetto alla costruzione originale.

 

Attigue simmetricamente al pronao, due eleganti palazzine ricostruite anch’esse nel 1950, nel rispetto del gusto neoclassico scelto originariamente dall’Oberty. Identiche tra loro, con accesso principale sulle vie Scillitani e Galliani, ospitano una il Palazzetto dell’arte e l’altra la sede di una Circoscrizione cittadina.

 

Risale al 1833 il tempietto circolare costruito alla sommità del Boschetto, ispirato a quello presente nella Real Villa di Napoli; in stile ionico, circondato da colonne, costituisce un elemento architettonico di forte attrattiva e grande suggestione. Il tempietto ospita il busto dell’eminente scienziato e filosofo foggiano Giuseppe Rosati; l'opera attuale, che risale alla ricostruzione post-bellica, è del maestro Salvatore Postiglione.

 

Il conflitto mondiale determina un impatto pesante sulla vegetazione presente all’interno del giardino. Delle specie originariamente presenti rimangono numerosi gli esemplari di gelso; platani, eucalipti e pitosfori sono stati piantati in grande quantità nella fase di ricostruzione del 1950.

 

La recinzione che attualmente circonda il giardino è risalente al periodo post-bellico. La cancellata originale in ferro, appartenente in precedenza alla Villa Reale di Napoli, fu infatti rimossa negli anni ’30 nel corso della campagna "ferro alla patria” promossa dal regime fascista per sostenere l’industria bellica.

 

Il parco si presenta in buone condizioni di conservazione.

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latitudine 41°27'43.3"N, longitudine 15°33'12.8"E

orari di apertura: tutti i giorni, ore 7,00-14,00 e 16,00-23,00

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